Museo Stradivariano

Le vicende intorno al Museo Stradivariano di Cremona cominciano nel 1893 quando Giovanni Battista Cerani fece una donazione alla città di strumenti e modelli vari che erano stati di proprietà di liutai cremonesi tra cui il famoso Antonio Stradivari. In seguito però la porzione più rilevante del Museo derivò dalla raccolta di Ignazio Alessandro Cozio conte di Salabue. Cozio, che aveva acquistato tutto ciò che rimaneva del laboratorio di Stradivari, è stimato il primo eminente studioso di liuteria in Italia. La sua inestimabile raccolta di forme lignee e cartacee e attrezzi vari per la realizzazione di violini, viole, violoncelli fu poi rivenduta nel 1920 al liutaio bolognese Giuseppe Fiorini, il quale la sottopose all’esame di Simone Fernando Sacconi allo scopo di avere materiale prezioso per istituire una scuola di liuteria italiana. Non riuscendo purtroppo nel suo intento, alla fine il Fiorini nel 1930 diede in dono tutto al Museo Civico di Cremona. Venne quindi inaugurata una Sala Stradivariana in Palazzo Affaitati con l’intera collezione Salabue-Fiorini poi temporaneamente trasferita a Palazzo dell’Arte e nelle sale dell'Archivio di Stato e, infine, collocata nelle sale settecentesche del Museo Civico e divisa in tre sezioni: la prima contiene il percorso che riguarda la costruzione della viola contralto secondo la scuola classica cremonese, la seconda strumenti appartenenti ai liutai italiani operanti dalla seconda metà dell’Ottocento sino alla prima metà del Novecento ed, infine, la terza composta da sedici teche con gli oltre 700 reperti della collezione Salabue-Fiorini.

Foto: sailko
Museo Stradivariano (pareti del museo) - Cremona

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Museo Stradivariano
Cremona

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