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Villa Sant'Elia

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Castello di Sassari



Fonte: Wikipedia Commons
Castello di Sassari

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Verso il 1880 il Castello Aragonese di Sassari fu demolito per fare posto alla caserma Lamarmora; le sue rovine sono state rinvenute tra il 2008 e il 2009 in modo del tutto casuale durante i lavori di ristrutturazione di piazza Castello.
Il Castello di Sassari risale agli anni Trenta del quattordicesimo secolo, periodo in cui c’erano diverse di Sassari contro la Corona aragonese.
Sotto il dominio spagnolo, il Castello era impiegato come sede del presidio armato agli ordini del governatore della città. Dal 1535 divenne l'unica sede dell’Inquisizione in Sardegna.
Durante il periodo di dominazione della famiglia Savoia, quindi tra il XVIII e il XIX secolo, lo stabile fu adibito a caserma del Regio Esercito Italiano, fino alla sua demolizione degli anni Ottanta dell’Ottocento.
In questo castello nel corso del tempo furono rinchiusi molti prigionieri e avvennero diverse condanne capitali, perlopiù a danno della classe nobile e di quella ecclesiastica.
La struttura della fortificazione aveva una forma di tipo era trapezoidale, con cinque torri agli angoli e una al centro della facciata in pietra viva.
Sempre durante i lavori del 2009, gli archeologi hanno rinvenuto un fiore di pietra nell'area del castello. Questo era costituito da 5 petali ed era una fontana.
Già dal 2008 durante gli scavi si riportò alla luce anche un rifugio antiaereo utilizzati dai cittadini di Sassari durante la Seconda guerra mondiale.


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